Just In Time: Metodo del Lean Manufacturing

Swipe to the left
Just In Time: Metodo del Lean Manufacturing
By Stefano Gatti 6 months ago 156 Views

Il metodo Just in Time (JIT) è uno dei punti essenziali se si vuole approfondire il tema della Lean Manufacturing, vale a dire dell'organizzazione snella del processo produttivo. Il motivo è semplice: hai bisogno di un processo snello e veloce nel momento in cui decidi di ottenere una maggiore efficienza dalla tua attività produttiva. Questo significa, secondo la metodologia Lean, evitare gli sprechi.

E’proprio questo il concetto che si trova alla base del modello Just in Time: evitare ciò che non serve e approvvigionare il necessario per procedere nel processo produttivo solo quando serve. Eliminando tutti gli sprechi dovuti a spostamenti, acquisti e stoccaggio della materia prima o dei beni da introdurre nel flusso che determina valore per l'azienda. Sembra interessante tutto ciò, conviene approfondire per individuare i punti di forza e gli sviluppi di questa metodologia organizzativa per aziende.

Cos'è il Just in Time: definizione

Il metodo Just in Time (noto anche come JIT) è una tecnica di gestione delle scorte a ripristino che influenza la produzione aumentandone l’efficienza, riducendo al massimo gli stock di materie prime e di lavorati necessari alla produzione.

Il JIT è una tipologia di pensiero strettamente collegato alla logica Pull alla base della produzione snella ovvero all’idea di produrre e rifornirsi solo di ciò che è stato venduto senza accumulare scorte in magazzino. Questo rivoluziona la vecchia gestione produttiva e distributiva.

La logica pull che si trova alla base del modello Just In Time si basa su un concetto che contraddistingue tutte le emanazioni della Lean Production: bisogna eliminare tutte le fonti di spreco, con processi costanti e fatti di piccoli miglioramenti osservabili, fino a raggiungere la perfezione. Che è il punto ultimo da conquistare.

Storia della gestione Just in Time

Possiamo collocare lo sviluppo del modello Just in Time alla prima industrializzazione nell’industria Automotive. Negli anni ’50 la Toyota Motor Corporation adottò il Just in Time nei propri cicli produttivi, rendendolo pubblico come Toyota Production System (TPS). Il JIT divenne uno dei modelli più applicati della filosofia produttiva Giapponese esportato nella produzione meccanica in generale.

Obiettivo di questa soluzione?

Accorciare il processo che porta valore all'azienda. Più il processo è “corto” nella sua totalità (tenendo conto dei tempi di produzione e transito), maggiore è l’efficienza. Ecco perché una realtà produttiva dovrebbe analizzare tutti i passaggi necessari per passare da una logica Push a una Pull.

I motivi? Continua a leggere per approfondire.

Punti di forza del Just in Time

In passato c'era un unico punto di vista: la logica Push. Vale a dire la produzione o l'acquisto di merce stoccata in magazzino in attesa della vendita. La gestione delle scorte del modello Just in Time è pensata per riuscire a eliminare tutto ciò che non serve, non solo in termini di acquisto in sé ma anche le attività che circondano questo lavoro come gli spostamenti e gli spazi per lo stoccaggio di merce che in realtà non è necessario. Almeno nel breve periodo.

Il JIT unisce elementi di affidabilità, riduzione delle scorte e del Lead time all’aumento della qualità.

Questo ti permette di risparmiare su diversi punti di vista, anche rispetto ad approcci molto pratici, esempio, una produzione su ordinazione, diminuisce i tempi di consegna, i costi d’immagazzinaggio, gestione, custodia e carico e scarico di magazzino. Oppure, ci sono casi in cui la produzione o alla vendita di un prodotto si interrompe per motivi differenti (il mercato è imprevedibile, lo sai) e l'azienda rimane con scorte impossibili da utilizzare. Che si configurano come perdite.

Svantaggi del Just in Time

Chiaramente ci sono anche dei limiti per chi decide di sfruttare questa tecnica. O meglio, ci possono essere delle condizioni in cui è più difficile applicare in modo sistematico il modello JIT. Non è una questione di tipologia aziendale, ma di approccio organizzativo: c'è bisogno di una nuova organizzazione e una riflessione sui flussi e sulle possibilità di ragionare "appena in tempo". Pensiamo all’evasione tempestiva di ordini non previsti, lotti d’acquisto per ottenere il prezzo più vantaggioso per le materie prime o eventuali errori di terzi amplificati dalla mancanza di scorte “Just in Case”. Certo, non sempre questo è possibile se non si applicano le persone giuste (ingegneri gestionali) con i mezzi adeguati.

Total Quality Management (TQM)

Figli del “Just In Time” è lo sviluppo di metodi innovativi quali il Total Quality Management (TQM, “Controllo totale della qualità”) che tramite un perfezionamento costante dei processi produttivi elimina le cause di difetto sui prodotti, raggiungendo percentuali di qualità mai raggiunte prima.

Quali sono gli strumenti adatti JIT?

Di sicuro per attivare un processo basato sulla metodologia Just in Time bisogna ragionare non solo su come snellire i flussi, ma anche sulla scelta di logiche di produzione con comunicazione visiva Kanban, o gestionali informatizzati (MRP):

Il concetto base da prendere come riferimento è chiaro: per applicare un modello Just In Time non c'è bisogno solo di uno studio di stime di assorbimento del mercato, rispetto a un determinato periodo dell'anno, per valutare la quantità di scorte necessarie.

Bisogna anche prevedere un flusso interno capace di riprodurre quello che negli anni '20 in Ford veniva definito il modello "dock to factory floor", ovvero portare la merce dalla banchina che riceve i pacchi al reparto di produzione, senza passare dal magazzino. Secondo te questo è possibile? Contattaci per ulteriori informazioni o domande su come applicare il Just In Time in azienda, puoi usare l'e-mail info@utekvision.com!